Prove non distruttive sul calcestruzzo 

Per le strutture in cemento armato, la Circolare n. 7 riferita alle NTC2018 prevede che, indipendentemente dal livello di conoscenza che si vuole raggiungere, si possano effettuare prove sui materiali mediante verifiche limitate, estese o esaustive. In base al livello di conoscenza che si vuole raggiungere sarà quindi possibile svolgere le valutazioni di sicurezza globale di un manufatto basandosi su:

  • verifiche limitate (1 provino di cls per 300 mq di piano dell’edificio, 1 campione di armatura per piano dell’edificio);

  • Verifiche estese (2 provino di cls per 300 mq di piano dell’edificio, 2 campione di armatura per piano dell’edificio);

  • Verifiche esaustive (3 provino di cls per 300 mq di piano dell’edificio, 3 campione di armatura per piano dell’edificio).

Ma nella stessa circolare viene detto che “Ai fini delle prove sui materiali è consentito sostituire alcune prove distruttive, non più del 50%, con un più ampio numero, almeno il triplo, di prove non distruttive, singole o combinate, tarate su quelle distruttive”.

 

Indagini non distruttive e parzialmente distruttive sul calcestruzzo

La caratteristica che accomuna le prove non distruttive (indagini con pacometro, con georadar, con sclerometro, con ultrasuoni) è quella di non danneggiare in alcun modo la struttura, analizzandola dall’esterno con metodi di misurazione che forniscono un valore numerico legato alla qualità del calcestruzzo oggetto d’indagine.

 

Le indagini parzialmente distruttive (pull-out) recano invece un danno superficiale, considerato facilmente ripristinabile. L’impiego di metodi non distruttivi per la stima della resistenza meccanica in opera comporta l’utilizzo di correlazioni tra il parametro non distruttivo proprio del metodo impiegato e la resistenza a compressione del calcestruzzo in esame.

 

Ancora più efficace risulta l’impiego combinato di più indagini non distruttive per la stima delle proprietà del calcestruzzo: il metodo SonReb per esempio combina i risultati ottenuti dalle prove sclerometriche e ultrasoniche. Il vantaggio di questo metodo sta nel bilanciare gli effetti opposti che le caratteristiche del calcestruzzo provocano nei risultati delle singole prove. Per esempio una variazione dell’umidità contenuta nel calcestruzzo provoca un aumento della velocità ultrasonica ed una riduzione dell’indice di rimbalzo sclerometrico. Inoltre l’applicazione di questo metodo permette di avere un elevato numero di risultati senza danneggiare gli elementi strutturali indagati.

Si sottolinea comunque che è necessario calibrare i risultati derivanti da tali metodi di prova utilizzando un adeguato numero di campioni ottenuti mediante carotaggio, sottoposti ad indagine non distruttiva prima della loro rottura.

La prova pacometrica identifica la presenza di armature negli elementi strutturali del calcestruzzo. 

Il metodo dell’indice di rimbalzo utilizza lo sclerometro al fine di determinare l'uniformità dei getti di calcestruzzo.

Le prove ultrasoniche sfruttano la propagazione di onde elastiche longitudinali nel calcestruzzo.

Prove

Pull-out

Le prove pull-out analizzano la forza necessaria a estrarre un inserto metallico dal calcestruzzo.

Prove

Sonreb

Quello Sonreb è un metodo combinato di due o più prove, come le ultrasoniche e le sclerometriche insieme.

Prove con

Sclerometro

Arch-Indagini -Indagini Edifici e Diagnostica Strutturale

Architetti: Riccardo De Ponti e Laura Bolondi

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